Salute e benessere

Tallonite – Diagnosi, cause, cura, rimedi

Tallonite

Generalità

Sempre più persone ogni giorno soffrono di un annoso problema al piede, nella zona subito sotto il tallone, che viene chiamata Spina calcaneare. Nel gergo comune questa problematica viene chiamata anche Tallonite. Talvolta alcune persone usano erroneamente i termini “Spina Calcagnare”, oppure “Spina Calcarea”, per indicare questa patologia al piede.

Per definizione la spina calcaneare, è una esostosi: tumore benigno dell’osso che consiste in una escrescenza ossea rivestita di un guscio cartilagineo situata preferibilmente in corrispondenza delle metafisi, o in zone di inserzione di muscoli, o strutture legamentose, spesso soggette a trazione o comunque a stress continuo. Le aree più frequenti sono le ginocchia (spesso nei giovani col morbo di Osgood-Schlatter) o appunto il calcagno proprio in corrispondenza dell’area in cui si inserisce il legamento longitudinale del piede.

Sintomi della tallonite

Come detto, la tallonite si presenta come uno stato doloroso del tallone che viene anche definito talalgia plantare o tallodinia oppure dolore calcaneare. Questa sintomatologia può essere più o meno pronunciata, può interessare solo un piede, ma più frequentemente si ha su tutte e due i piedi, ed inoltre può essere aggravata da una spina calcaneare. L’insorgenza del dolore da tallonite si ha frequentemente al mattino; si può attenuare  con i primi movimenti, ma si riacutizza durante la giornata. Solitamente si risolve nel giro di poche settimane, ma in alcuni casi diventa cronico dando disturbi più o meno remittenti che poi ricompaiono.

Tallonite dello sportivo

La tallonite dello sportivo nella maggior parte dei casi  insorge a causa delle continue sollecitazioni e microtraumi subiti dal piede.  Si tratta di vere e proprie microlesioni che con il passare del tempo possono alterare la normale funzionalità del retropiede.

Gli sport più a rischio sono la corsa, il calcio, la pallavolo, il basket, la marcia ed in generale tutte le discipline che comportano notevoli sollecitazioni alla regione calcaneare. Tale rischio aumenta con il soprappeso, con la mancanza di allenamento e con l’utilizzo di calzature non idonee.

Molto spesso le scarpe da tennis che si trovano nei supermercati non sono adatte a sopportare le fortissime sollecitazioni funzionali subite dal piede durante l’attività motoria. Nei negozi specializzati in articoli sportivi si possono invece trovare calzature speciali dotate, per esempio, di shock adsorber, uno speciale materiale situato nel tacco in grado di attenuare  le vibrazioni e lo shock da impatto ripetuto. Le donne che indossano scarpe con tacco alto la tallonite può insorgere nel passaggio da una calzatura all’altra. Infatti la pressione esercitata sul tallone diminuisce all’aumentare dell’altezza della scarpa. Quando si indossa una calzatura più bassa il tallone può trovarsi impreparato a sostenere l’aumento di pressione sulle strutture ossee e ligamentose.

Non a caso ai soggetti in sovrappeso o particolarmente pesanti viene consigliato l’acquisto di calzature sportive a tacco per alleggerire la pressione al retropiede e limitare il pericolo di lesioni.

Anche il terreno sul quale viene praticata l’attività fisica è molto importante poiché superfici particolarmente rigide come campi sintetici, asfalto e cemento amplificano lo shock da impatto. Anche scarsa muscolatura e preparazione atletica sommaria possono contribuire alla comparsa di patologie calcaneari.

Cause della tallonite

Come sempre le cause della spina calcaneare sono multifattoriali, e vanno ricercate tutte, per affrontare e curare la problematica in maniera completa.

Sintesi

  • Cause posturali (sono le più frequenti): accorciamento della catena muscolare posteriore, accorciamento dei muscoli plantari o dei muscoli del polpaccio
  • Cause legamentose (accorciamento dell’aponeurosi e legamento longitudinale)
  • Cause meccaniche (calzature sbagliate, o inadatte, o concepite male): causa abbastanza frequente con calzature economiche, che non hanno un adeguato supporto, e che non permettono una normale cinetica della deambulazione, ma che la viziano.

In dettaglio

Nella ricerca della causa di un dolore sotto-calcaneare occorre prendere in considerazione aspetti diversi, che vanno dalla valutazione delle calzature alla ricerca di patologie associate, anche traumatiche. Allo stesso modo, però, la tallonite può essere la conseguenza di problemi di tipo neurologico, metabolico o congenito.

Una delle cause può essere la borsite, la quale consiste in un’infiammazione che colpisce le borse sierose retrocalcaneari o le borse sottocutanee, ovvero quelle strutture che favoriscono lo scorrimento delle strutture periferiche del tendine. A loro volta, le borsiti possono essere indotte da problemi di tipo anatomico, tra cui la spina calcaneare o il piede cavo,  o sorgere a seguito di allenamenti errati dal punto di vista quantitativo (sforzi eccessivi) o qualitativo (esercizi sbagliati). Anche un paio di scarpe non idoneo o usurato oltremisura può causare la nascita delle borsiti.

Responsabile della tallonite può essere la fascite plantare, ovvero un’infiammazione della fascia plantare (cordone fibroso che decorre in avanti dalla zona mediale del calcagno fino alla radice delle dita del piede) causata da un sovraccarico della stessa, tipica di tutti quegli sport in cui i piedi sono sottoposti a sistematici impatti (calcio, pallavolo, basket, etc…). In questo caso, un’eccessiva sollecitazione del tallone ha come conseguenza lo stato doloroso.

La tallonite può anche essere determinata da una tendinopatia inserzionale. La tendinopatia è una generica condizione clinica in cui è coinvolto il tendine o le parti immediatamente adiacenti che si presenta a seguito di un abuso di carico (overuse) o di altre condizioni. In questo caso specifico, l’abuso di carico si manifesta nella zona calcaneare.

Altre cause: sovrappeso / obesità; artrosi e patologie reumatiche; alterazioni posturali primarie o secondarie; calzature non idonee (sportive, tacchi alti, scarpe anti infortunistiche); attività sportiva traumatica; malattie metaboliche (per esempio la gotta, patologia in cui un aumento della produzione di acido urico, o una sua diminuita escrezione, è all’origine di un progressivo accumulo di cristalli di acido urico, accumulo che provoca dolorose infiammazioni a livello articolare) e reumatiche (spondilite anchilosante, artrite reumatoide, condrocalcinosi, psoriasi, ecc.).

Rimedi

Il modo migliore per rimediare alla tallonite è individuare l’esatta causa della sua presenza, per questo è sempre consigliato un controllo medico che possa indagare l’origine del dolore al tallone. E’ di fondamentale importanza affrontare il problema tempestivamente, in modo da evitare possibili peggioramenti ed allontanare il rischio di paramorfismi compensativi. Il soggetto colpito da tallonite, infatti, tende a limitare il carico sul piede dolente adattando la postura e la deambulazione. A lungo andare tali compensazioni possono causare problemi anche seri ad altre strutture corporee (bacino, colonna vertebrale e ginocchia).

Nel caso di talloniti comuni, il riposo e la sospensione di qualunque attività fisica che solleciti il tallone sono il rimedio più efficace. La tallonite, infatti,  guarisce naturalmente nel giro di 10-15 giorni.

Nel caso in cui la tallonite fosse invece causata da una fascite plantare, sono raccomandabili degli esercizi di stretching della fascia plantare, del polpaccio e del tendine di Achille. La chirurgia è riservata a quei casi di fascite particolarmente seri in cui si è venuta a creare una situazione in cui i rimedi naturali non sono sufficienti. In questo caso, sarà sicuramente necessario un periodo di riabilitazione.

Qualora la tallonite fosse dovuta a una borsite, sarà necessario capire la natura del problema: se di tipo anatomico, è probabile che si dovrà intervenire chirurgicamente; se indotta dall’uso di calzature non adatte o sessioni di allenamento sbagliate (sforzi eccessivi, ecc.), basterà riposare e, chiaramente, cambiare le calzature o migliorare i programmi di allenamento.
L’utilizzo delle solette, che hanno la proprietà di assorbire e disperdere le vibrazioni derivanti dall’energia prodotta dall’impatto piede/scarpa/terreno, permette di bloccare i microtraumi che si formano a causa di queste vibrazioni e che provocano ulteriore infiammazione. In tal modo le cure prescritte avranno la massima efficacia, non essendo più contrastate dal continuo insorgere di nuova infiammazione.

Rimedi naturali per la tallonite

Passando ai veri e propri rimedi naturali, che possono risultare utili per alleviare la condizione dolorosa durante il periodo di recupero, si possono utilizzare diversi accorgimenti:

  • ghiaccio: applicare la borsa del ghiaccio per ridurre eventuale gonfiore e calmare il dolore, ma solo all’inizio
  • creme: localmente si possono applicare un gel a base di arnica e la tintura madre di artiglio del diavolo sono da usare nei giorni immediatamente successivi al’infortunio per lenire il dolore.
  • fitoterapia: l’estratto di salice bianco, garantisce un’azione analgesica grazie alla salicina.
  • medicine dolci: alcune sedute di riflessologia plantare e di digitopressione sono utili per risolvere il dolore.
  • integratori: anche ingerire del cloruro di magnesio con fermenti lattici, e del potassio aiutano a diminuire il dolore.
  • pediluvio: alla sera si possono fare pediluvi con sale di Epsom.
  • ginnastica dolce: sono poi consigliati esercizi di stretching legati alla stimolazione della pianta del piede, preceduti magari da una una breve passeggiata e terapie fisiche come massaggi.
  • supporti ortopedici e gambaletti: anche l’adozione di gambaletti rigidi e tutori notturni può essere utile per curare la tallonite: qualora il dolore fosse molto intenso, per diminuire il carico sui piedi, può essere consigliato il ricorso alle stampelle.

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